
Regia: Massimo Troisi, Michael Radford
Interpreti: Massimo Troisi, Philippe Noiret
Maria Grazia Cucinotta.
Musiche:Luis Enrique Bacalov.
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Mario
Ruoppolo (Massimo Troisi), E' un disoccupato
figlio di pescatori. Vive in un isola che da
poco ha dato asilo politico al grande poeta
cileno Pablo Neruda. E proprio in occasione
di ciò, Mario viene assunto in qualità
di postino, proprio per consegnare la posta
al poeta. Il resto della popolazione è
in gran parte analfabeta, quindi fino ad allora
non cìera stato bisogno di postini. Cosi
Mario inizia
il suo lavoro, consegnando la posta al poeta
tutti i giorni, e meravigliandosi del gran numero
di donne che gli scrivono: "Oh, ma tutte
donne, tutte donne...". Giorno dopo
giorno, Mario rimane sempre più affascinato
dal poeta, tanto da comprare un suo libro di
poesie. Poi timidamente se lo fa autografare,
dicendogli: "Me lo rende unico
maestro?" e lo legge tutti i giorni,
a casa, all'osteria, ovunque.
Mario
entra in confidenza con "Don Pablo"
Come lo chiama lui, gli legge
le lettere, chiede spiagazioni sulle sue poesie
e gli dice che anche a lui piacerebbe scriverle:
"Come.. come si diventa poeti?"
e Neruda: "Prova a camminare
sulla riva fino alla baia, guardando intorno
a te" - "E mi vengono le metafore?"
- "certo".
Un
giorno Mario entra in osteria, e, ha una visione!
C'è una bellissima ragazza che gioca
sola, a biliardino.
E'
Beatrice (M.G. Cucinotta), figlia della proprietaria.
Mario si avvicina, e comincia a giocare con
lei fissandola, senza dire niente, o meglio
dice solo: "Come ti chiami?"
E lei "Beatrice Russo". Corre
subito dal poeta.. "Don Pablo vi devo
parlare, è importante.. mi sono innamorato!"
- "Ah menomale, non è grave c'è
rimedio" - "no no! che rimedio, io
voglio stare malato.." E poi spudoratamente
gli chiede: "io non vorrei disturbare
però.. me la scriverebbe nà poesia
pe' Beatrice.." Il poeta si alza stizzito
e se ne và, Mario lo raggiunge e lui
gli dice nervoso: "Ma se non la conosco
neppure! Un poeta deve conoscere la fonte della
sua ispirazione" E lui: "Ho
portato questa pallina, che lei si è
messain bocca... può servire? Don Pablo
se non mi aiutate voi chi mi aiuta? Qua sò
tutti analfabeti, tutti pescatori.." -
"Ma anche loro sono sposati, avranno detto
qualcosa alle loro donne per farsi sposare;
Tuo padre che lavoro fa?" - "Il pescatore..!"
- "Ma avrà detto qualcosa a tua
madre.." - "Non credo proprio, anche
perchè mio padre non parla mai!".
Il giorno dopo Mario porta la posta a Neruda,
e lui gli regala un libro per scrivere le sue
poesie.. "Ti può servire per
le metafore.." Poi vanno insieme all'
osteria, perchè il poeta vuole vedere
Beatrice da vicino, e davanti a lei, scrive
una frase sul libro di Mario, dimostrando cosi
di essere amici.
I
giorni seguenti Mario inizia a corteggiare Beatrice,
con le parole, o meglio, con le poesie di Neruda,
e inizia a fare breccia nel suo cuore. La madre
di lei, vedendola stranita le chiede spiegazioni:
"Che ti ha detto?" Riferendosi
a Mario "Metafore.." risponde.
"Metafore? e chi t'ha ntise mai
e' parlà accussì difficile!".
Poi Mario esagera, dando a Beatrice una poesia
un pò.. pesante, dal titolo: Nuda! La
madre gliela prende e la porta subito dal prete
per farsela leggere, quando ne sente il contenuto,
si dirige immediatamente da Neruda, per lamentarsi
di tutto ciò, e per far dire a Mario,
di non farsi vedere mai più altrimenti:
"Una schioppettata non gliela leva
nessuno!". Neruda più tardi,
si lamenta con Mario per quello che ha fatto:
"Se penso che hai regalato a Beatrice
la poesia che avevo scritto per Matilde.."
(La sua donna) E Mario: "La poesia non
è di chi la scrive, è di chi gli
serve...". La sera stessa Beatrice
scappa e va a trovare Mario, e... succede! Cosi,
decidono di sposarsi, e Neruda gli fa da testimone.
Durante la cerimonia, il poeta riceve una lettera
dal Cile, che gli annuncia che il mandato d'arresto
nei suoi confronti è stato revocato,
e che quindi tornerà a casa. Il giorno
dopo Mario gli consegna l'ultima posta, Neruda
vorrebbe dargli dei soldi ma Mario rifiuta,
si abbracciano e si salutano. Da quel giorno
Mario inizia a scrivere poesie, e ad interessarsi
di comunismo, contribuendo naturalmente al lavoro
in osteria. La vita scorre, Neruda viaggia da
un capo all'altro del mondo per premi, conferenze
ecc. e Mario ne segue tutte le gesta, sperando
che passando dall'Italia, possa tornare a trovarlo.
Beatrice
annuncia che sta aspettando un bambino, e Mario
vorrebbe chiamarlo Pablito in onore del poeta,
anche se lei non è molto concorde. Un
giorno a Mario arriva una lettera dal Cile:
"Oh, è la prima lettera che ricevo..",
Contento pensa che sia Neruda che gli scrive,
ma è qualcun'altro, che per conto del
poeta, gli chiede di spedire degli oggetti personali
rimasti nella sua casa, Mario ci rimane male.
Cosi, gli spedisce la roba, ma decide di registrare
tutti i suoni dell'isola, per far rivivere al
poeta tutti i momenti vissuti con lui. Passa
qualche anno e Neruda e sua moglie, tornano
nell'isola, entrano nell'osteria e vengono accolti
da un bambino che gioca, dall'altra stanza c'è
sua madre, Beatrice, che lo chiama: "Pablito.."
e Mario? Mario purtroppo non c'è più,
è morto prima che suo figlio nascesse,
in una manifestazione comunista. Ed il poeta,
che ora ascolta quella registrazione che non
ha mai ricevuto, passeggia sulla spiaggia, ricordando
l'amico al quale, pur inconsapevolmente, aveva
cambiato la vita.
Fine
Al
nostro amico Massimo
Note:
Film ambientato sull'isola di ponza, storia
tratta dal racconto di: Il postino di Neruda. |