
Regia:
Anno:1952
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Antonio
Scannagatti (Totò) è un compositore dilettante, in
perenne attesa di un segno da Discordi, o da Zozzogno (Sonzogni)
come li chiama lui, editori di Milano. Vive con sua sorella e suo
cognato, che per colpa sua è diventato nevrastenico, infatti
ogni mattina Antonio lo sveglia con le sue composizioni. In occasione
dell'arrivo a Caianiello, di un paesano emigrato in america, tale
Joe Pellecchia,il sindaco è costretto a chiamare Antonio
a dirigere la banda in piazza, perchè il vecchio maestro
ha avuto una paralisi. Il giorno seguente arriva l'americano, ma
Antonio, detto il cigno di Caianiello, con la sua musica, non riesce
a far parlare l'americano, che si innervosisce e va via. Il giorno
seguente
si reca a capri, per parlare col nipote del sindaco, il quale gli
ha fatto credere che la sua fidanzata sia la segretaria di Discordi,
quindi lui vorrebbe una raccomandazione. Dopo un breve soggiorno
in casa di Giulia Sofia, (Franca Valeri) Antonio pretende che gli
si faccia la raccomandazione. La ragazza fa finta di chiamare milano,
ed Antonio convinto che ormai Discordi l'aspetti, parte per la gloria.
In treno succede di tutto. Il controllore rivolgendosi ad Antonio
gli dice: "Lei ha sbagliato scompartimento" Ed
Antonio gli risponde: "Guardi che io ho il biglietto per
questo carrozzone qui.." - "Allora lei ha il biglietto
per il vagon lits?" - "No! ho il biglietto per qui!"
- "Appunto, se lei ha il biglietto per qui, allora ha il biglietto
per il vagon lits" - "Ma se le sto dicendo che ho il biglietto
per qui, perchè mi vuol mandare li??"
Poi tutto
si chiarisce e si parte. Antonio dividerà lo scompartimento
con un onorevole, lui crede che sia un ladro, e l'altro per rompere
il ghiaccio decide di presentarsi: "Sono l'onorevole
Cosimo Trombetta" - "Trombetta, Trombetta.. questo nome
non mi è nuovo, io ho conosciuto anche suo padre sa?"
- "Beh non mi meraviglia, mio padre è talmente conosciuto.."
- "si, chi è che non conosce quel trombone di suo padre!"
- "Ma siete in equivoco" gli risponde l'altro "Avete
detto trombone, ma se io faccio Trombetta è ovvio che anche
mio padre faccia Trombetta?" - "Lo so, ma alle volte sa.."
- "No no, Trombetta il padre Trombetta il figlio.." -
"Va bè, a prescindere". Poi continua
l'onorevole: "Viceversa mia sorella..." - "Fa
trombone!" Risponde Antonio "No ma che trombone!"
- "Si, fa trombone!" - "Ma che ne volete sapere voi.."
- "Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo,
le basti questo.." Intanto Antonio continua a toccare l'onorevole
dappertutto "Ma che c'entra, e poi mia sorella non è
mai stata a Cuneo" - "Ma non vuol dire fa trombone"
- "Ma nossignore fa Trombetta!" - "Va bè,
va bè". "O meglio, faceva Trombetta.." - "Hooo,
ci siamo, ci sei cascato, fa trombone.." - "Ma no, mi
lasci spiegare, faceva Trombetta da signorina, adesso che ha sposato
un bocca, fa Trombetta in Bocca!" - "Oh bella e per forza!"
- "Cosa?" - "La trombetta dove la vuole mettere?
In bocca, hai mai visto qualcuno con la trombetta da un altra parte.."
- "Ma che c'entra! Non è che mia sorella si mette la
trombetta in bocca.." - "Se la mette! Si lasci servire
da me, se la mette! Anche a Cuneo i trombettieri si mettevano la
trombetta in bocca, glielo dico io! Io sono un uomo di mondo! Se
la mette e non si fa vedere da lei!!". Dopo una pausa..
starnuto, sempre Antonio chiede: "Oh e, che mestiere fai?"
- "Sentite vi ho pregato, non mi posso sentir toccare!"
- "no dico tu tu, che mestiere fai?" - "Ho ben capito,
questo tu!" - "Lascia fare io non ci tengo, sono democratico!"
- "Eh ma ci tengo io! E poi per vostra norma io non faccio
nessun mestiere.." - "Disoccupato?" - "No ma
che disoccupato! Esercito una professione.." - "Maresciallo?"
- "Ma che maresciallo! Esercito una professione!!" - "Ho
capito ho capito". - "O per meglio dire, la esercitavo,
io prima facevo l'ostetrico.." - "Che faceva?" -
"L'ostetrico!" - "Beh si capisce.." - "Si
capisce che cosa?" - "Beh con le ostriche si guadagna
poco.." - "No ma che ha capito?" Ma lui
continua..
"Fatte na bella cassetta con le sigarette americane,
si guadagna la grana!" E continua a toccarlo "Sentite,
io non ho voglia di scherzare! E state fermo con queste mani!! e.."
- "Hooo, e basta perbacco, ha capito? E stia a posto con le
mani (dopo che lui ha toccato l'onorevole dappertutto!)
Ogni limite ha una pazienza lo sa? S'informi se non lo sa."
E l'onorevole: "Ma avete una gran faccia tosta!" - Oh
oh, parli come badi sa? Non offenda!" - "Ma badate come
parlate voi!" Poi Antonio spudoratamente: "Lei
mi sta toccando da tre ore!! E io sono stufo di sentire questa mani
addosso! Appiccicose.." - "Coome mani addosso!?! Coome
appiccicose!?! Siete voi che mi state toccando! No io" - "E
va bene io tocco, ma lei perchè mi fa il ritocco?" -
"Ma che ritocco! Sentite, io ne ho fin sopra i capelli, tra
le altre cose avete il benedetto dono di non capire niente! E mezz'ora
che stiamo parlando e non avete ancora capito chi sono io! Io sono
l'onorevole Cosimo Trombetta!" - "Chi siete voi?"
- "L'onorevole!!" -"Ma chi? - "Io!" - "Ma
mi faccia il piacere!" Dice Antonio dandogli uno spintone,
e ridendo a crepapelle "Sentite qui si passa ogni limite!"
- "L'onorevole.. hi hi, onorevole? Ndranghete..".
Poco dopo arrivano gli altri bagagli dell'onorevole, e lui chiede
ad Antonio di sistemarli.. "Ma dove li mettiamo siamo già
costretti.." - "Ma che costretti, li sistemi da qualche
parte.." Cosi
Antonio li sistema.. buttandoli giù
dal finestrino. Subito dopo una donna entra di corsa nel loro scompartimento,
racconta loro una balla e li convince ad ospitarla, ma c'è
il problema letto: "Sentite qui non è mica
semplice, noi siamo tre, i letti sono due.." Dice l'onorevole
ad Antonio sottovoce.. "E' vero, tre e due cinque, no cinque
meno tre due! Avanzerebbe un letto.." - "Ma che state
dicendo, avanza una persona, qui ci vorrebbe un idea.." - "Beh
io una c'e l'avrei.. c'è a chi piace e a chi non piace, a
me piace! Si potrebbe fare cosi, adesso è mezzanotte, noi
saremo a Milano alle dieci, dieci ore. Si
potrebbero dividere questa dieci ore in due: Le prime cinque ore
lei starebbe nel letto di sopra.. e io e la signora, pazienza, ci
arrangieremo nel letto di sotto. Viceversa le seconde cinque ore,
lei passerebbe nel letto di sotto, e io e la signora... nel letto
di sopra" - "Ma faccia la cortesia!" Gli
risponde seccato l'onorevole. La donna si rivelerà
poi una ladra, che appena addormentati li deruba e scappa via.
Antonio,
accortosi del furto dei franchi svizzeri, accusa subito l'onorevole
dandogli del ladro e facendolo allontanare dai ferrovieri. Arrivato
a Milano si presenta subito nell'ufficio dell'editore Discordi,
il quale lo scambia per un infermiere che stava aspettando. Nel
frattempo era
giunto a Milano il cognato, che voleva recuperare i franchi che
Antonio gli aveva sottratto, e sentendolo parlare con l'editore
di opera e di scala, intende che Antonio abbia avuto successo e
decide di perdonarlo. Quando però Antonio è costretto
a scappare dallo studio di Discordi perchè non era l'infermiere
che lui aspettava, il cognato crede ancora che lo stia portando
alla scala. Ma Antonio non lo porta a al grande teatro, bensì
in un teatrino di marionette. Quando il cognato capisce che è
tutta una farsa e che l'ha preso in giro, tira fuori un coltello
e decide di ammazzarlo, rincorrendolo per le quinte, ma il delitto
non avverrà. Nel frattempo, Discordi trova fra le carte in
ufficio, l'opera di Antonio, e ne rimane entusiasta. Cosi, stavolta
davvero, Antonio ha un grande successo, e viene battezzato: Il cigno.
Nel suo paese, Caianiello, decidono di dedicargli la piazza principale,
con addirittura un onorevole che leverà il drappo. Indovinate
un pò chi è l'onorevole? Si, è lui Cosimo Trombetta.
Appena vede il maestro Trombetta viene preso da una crisi di nervi
e comincia ad insegiurlo per tutto il paese con gli occhi pieni
di rabbia, e la folla che lo tiene. Questa è la storia di
Antonio Scannagatti, un genio della mosica.
Fine