Totò - Tototruffa '62 - Trama


Locandina






























Regia: Camillo Mastrocinque

Attori: Totò, Nino Taranto

Oreste Lionello.

Anno: 1961

 

Antonio Peluffo (Totò) e Camillo (Nino Taranto) sono due ex attori trasformisti che ora sfruttano questa loro arte per imbrogliare il prossimo nei modi più disparati, Aiutati anche dal loro amico Amilcare, portiere dell'hotel Royal. Antonio, oltre che per mangiare, ha un motivo più importante per fare quello che fa, deve mantenere sua figlia Diana, in un collegio di lusso, il Lousanne. Lei però ignora il vero "mestiere" del padre, perché lui le fa credere di essere un diplomatico. Durante un giorno di... lavoro, cercano di passare per ingegneri del comune atti ad installare un vespasiano davanti a dei ristoranti, facendosi pagare poi dai proprietari per piazzarlo altrove. Antonio è tenuto d'occhio dal commissario di polizia, suo compagno di scuola, che gli ha promesso che alla prima che combina lo arresta. Diana, la figlia di Antonio, è una ragazza un pò turbolenta, le piace ballare, cantare ed è spesso richiamata dalla direttrice. Durante un' altra loro truffa i due cercano di vendere la fontana di Trevi! Antonio individuato il tipo giusto esordisce: "Ma lo sa lei che io ci perdo almeno un paio di centinaia di migliaia di lire all' anno con questi ragazzini? Al sabato quando faccio asciugare la fontana mi mancano sempre tre quattro milalire.." ed il tipo chiede: "Perchè il denaro che buttano nella funtana è tuo paisà?" - "Si capisce! questa è la famosa fontana di Trevi, appartiene alla mia famiglia da molte generazioni. Permette; cavalier Antonio Trevi" - "Ah Chesciocavallo" (che dovrebbe essere la storpiatura di caciocavallo) - "Come? - "Chesciocavallo!" - "Ah, avevo capito caciocavallo!" - "Di un pò paisà, è un buon business?" S'informa l'ingenuo acquirente "Ottimo ottimo, i soldi nella fontana ce li buttano tutti, e poi ogni tanto l'affito alle case cinematografiche, ci girano le pellicole qua. Scusa un momento paisà scusa un momento qua devi stare con gli occhi aperti.."


e si dirige verso due turisti che scattano fotografie dicendogli in silenzio: "Vuol dare qualcosa per la croce rossa?" e si fa dare degli spiccioli, Chesciocavallo, chiede: "Che cos'è?" - "Mi sono fatto pagare i diritti di riproduzione" - "Quant'è?" - "Ogni fotografia cento lire" risponde Antonio. "Uh io ne ho fatte tre.." - "Trecento lire!" - "Hai ragione paisà" - "Sembra niente, ma la mia fontana è fotografata un migliaio di volte al giorno, fatti un pò i conti?" - "Sono circa centosessanta dollari al giorno, proprio un bel business! ok, di un pò paisà chi l'ha fatta sta funtana?" - "Ah si un mio bisnonno si si, fece venire apposta uno scultore dalla svizzera" - "Aspetta paisà" lo riprende l'acquirente leggendo una guida "Qui dice che è dello scultore Bernini!" - "Appunto, siccome veniva da Berna, era piccoletto lo chiamavano Bernini.." - "Ho capito, dimmi un pò paisà ci vogliono molti staffer, cioè molti impiegati pè mandà avanti sta funtana?" - "No no, basta uno, uno solo! chiudo l'acqua chiudo la fontana, piglio i soldi apro la fontana e basta" - "Senti, io sò italiano oriundo, ho lasciato l'america definitivamente e mi voglio stabilì in Italia, ma vado in cerca di un buon business sà.." - "E perchè non ti compri la fontana mia?" - "E tu te la vendi?" - "E si, una volta mi devo ritirare, i dolori reumatici, vicino all'acqua" - "Allora la compro io! Dimmi un pò paisà, quanto costa la funtana?" - "Ma tu pagheresti subito?" - "Certamente!" - "Con dieci milioni te la cavi.." - "Ok! Paisà complimenti, domani vieni al consolato americano, ti faccio trovare il contratto pronto e money!" - "E non mi dai la caparra?" - "Quale caparra?" - "E bravo fesso, se nel frattempo viene qualcuno che se la vuol comprare che fai? io aspetto a te?!" - "Giusto e quant'è?" - "Mezzo milione" - "e no sono troppi mezzo milione, ti do centomilalire" - "Ma che sei pazzo!? centomilalire per una massa d'acqua di questa portata! Hou! ma che in America cosi fate gli affari?" Immediatamente dopo entra in scena Camillo, che fingendosi interessato all'acquisto della fontana per conto di una casa cinematografica Americana, rilancia subito all'offerta di Caciocavallo, facendo lievitare la caparra al mezzo milione voluto, e che Antonio intasca immediatamente: "E che tu dici?" Chiede Camillo ad Antonio in uno spiccato accento toscano: "Che dico, dico che accetto! il provolone mi ha dato le cinquecentomilalire, l'affare è fatto". Si affretta a dileguarsi, mentre Caciocavallo viene portato in manicomio perchè si crede il proprietario della fontana di Trevi!


Sono appena dieci anni che sono sposata..Più tardi per liberarsi del padrone di casa che pretende l'affitto, mettono in atto la scenetta della moglie seducente e del marito geloso. Antonio si veste da donna ed inizia a fare delle avance al padrone di casa: "Signora veniamo al dunque, io ho bisogno dei soldi!" - "Anc'io ne ho bisogno, pensi, ho mio marito disoccupato. E i bambini, i bambini!" - "Lei ha figli?" - "Io no, ma verranno! mi dia tempo, sono appena dieci anni che sono sposata, non sono mica fiaschi che si abboffano.. eh ho tutto sulle mie spalle, guardi che spalle, tocchi tocchi!" - "No no signora per carità!" - "Ma che fa? Non mi guardi cosi, lei mi fa un senso con quegli occhioni mi fa un senso. Lei con quegli occhi mi spoglia... spogliatoio!". Poco dopo entra Camillo che impersona il marito siciliano gelosissimo, che armato di coltello non solo lo fa scappare, ma guadagna tre anni di affitto gratuito! Il giorno seguente mettono in atto la scena della falsa identità, usando l'appartamento del vero ambasciatore del Ghana, nell'albergo di Amilcare, convocano un poveraccio dicendogli che un parente gli ha lasciato un miliardo in eredità in Katongo, facendosi dare cinquantacinque milalire per le spese. Ma stavolta gli và male, l'ambasciatore torna all'improvviso, Amilcare li avvisa e loro scappano: "Mamma mia! l'ambasciatore del Ghana, se ci trova qui facciamo ghane e gatti..". Per uscire dall'albergo e sfuggire alla polizia che gli aveva notati sul montacarichi, si travestono da Fidel Castro e signora, ed escono dal portone principale, ma arriva il commissario che li riconosce e li arresta. Succede un guaio in collegio; Diana è scappata per andare in un locale notturno ed è stata punita.


Ambasciatore del Katongo..Amilcare avverte Antonio che ci sono guai con sua figlia, e lui che è in camera di sicurezza, subito si agita e pensa al peggio. Cosi chiede un favore personale al commissario, il quale capita l'urgenza si offre di andare con Antonio in collegio. Il commissario ha un figlio, Franco che si è appena diplomato in ragioneria. Casualmente conosce Diana in quel locale notturno e se ne innamora, decidendo di trovarsi un lavoro per poterla un giorno sposare. Purtroppo si rivolge ad una falsa agenzia di collocamento capeggiata da.. Antonio e Camillo! La quale promette impieghi sicuri dopo aver versato le classiche cinquantacique milalire di spese. Quando dal nome si accorgono che Franco è il figlio del commissario, Antonio e Camillo si rendono conto del pericolo e cercano di procuragli un lavoro vero. Cosi lo collocano in un officina meccanica, il cui titolare è un trafficante di auto rubate. Il giorno stesso che Franco prende servizio c'è una retata della polizia che arresta tutti lui compreso.
Più tardi in commissariato, il Un momento..ragazzo riconosce Antonio su delle foto segnaletiche, ma non lo denuncia. Antonio però, viene a sapere che sua figlia è innamorata di Franco, e per non darle un dispiacere decide di presentarsi dal commissario per dirgli che è stato lui a truffare suo figlio, e che lo stesso e Diana si amano. Il commissario non gli lascia scelta; deve restituire i soldi a tutti i truffati. Ma la somma ammonta a mezzo milione, che Antonio non sa proprio dove trovare. Amilcare da una lettera ad Antonio: "Antonio, ho una lettera per te, è urgente.." - "Eugenio? ah è urgente.. e leggi leggi" Camillo la legge: "E' dell'ambasciata del nicarogua" - "E chi l'ha lasciate queste carote?". All'ambasciata gli comunicano che un suo parente emigrato in Nicaragua tanti anni fà, gli ha lasciato in erdedità tre miliardi! Antonio e Camillo scoppiano a ridere e vanno via dicendo che la faccenda dell'eredità l'hanno inventata loro. Ma questa volta non si tratta di una truffa, è la verità. Antonio eredita tre miliardi di lire!. Subito dopo inizia a fare la bella vitaed a spendere l'eredità appena avuta. Il commissario lo mette in guardia: "Fra un pò volerà l'eredità se continui a sperperare il denaro" - "Eeh, prima che finiscono.. Camillo quanto appiamo ancora in panca?" - "Due miliardi e rotti.." - "E chi gli ha rotti?" - "Beh preleva oggi preleva domani se nè rotto uno.." - "Va bè, fino a quando si rompono gli altri due..". Poi il commissario gli mostra la cartolina che ha ricevuto da Franco e Diana, che nel frattempo si sono sposati e sono in viaggio di nozze a Venezia. Tutto e bene...

Fine

 
 
 

 

 

 

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