Pietra
miliare della storia artistica napoletana.
E'
meravigliosa! Una commedia ambientata negli anni trenta, ma di un
attualità incredibile. Rappresenta l'inverno e Natale appunto. Addentrandoci
nella trama abbiamo, una famiglia napoletana composta da: Luca
Cupiello (il padre) donna Cuncetta (la madre) Tommasino
alias Nennillo( il figlio) Ninuccia(figlia) col
marito Niculino e zio Pasqualino(fratello
di Luca). Anche se lui è l'autore materiale, penso che nessuno
avrebbe potuto interpretare meglio di lui quest’opera: sto
parlando di Eduardo De
filippo,
un
attore straordinario ed anche un grande portatore sano di napoletanità,
come diceva qualcuno. Un grande artista, comico e drammatico. Passaggi
come: “Susete, sinò te fazz jà’ cuccà ‘o spitale” o come: “Stù
cafè fete ‘e scarrafone” non avrebbero avuto lo stesso effetto
senza la sua faccia, e il suo modo di parlare. Cosa mi piace di più
di questa commedia? …Vi dico tutto? Beh sarebbe facile, ma vi dirò
i
passagi che preferisco. L’inizio è imperdibile, il risveglio di Luca,
sommerso dagli scialli di lana mentre inizia la giornata: “la casa
gelata..” s’informa:”Cuncè fa freddo fuori?”
I pedalini che: “Sono diventati due barche” e “la colla
da scalfire” Punto cruciale della commedia: il Presepe!
il presepe contro tutti, il punto di disaccordo della famiglia:
"Il
presepe che è una cosa religiosa..." "Si, una cosa
religiosa con l'enteroclisma di dietro.. e a me nun me piace, nun
me piace e basta!" Il ritornello di tutta la commedia è
questo, Tommasino infatti non sopporta quello che è l'orgoglio
del padre, il presepe appunto, tanto da accettare di farsi umiliare
ammettendo di aver rubato cinque lire a zio Pasqualino, di cui prima
si era venduto scarpe e cappotto perchè.."Io mi pensavo
che non si alzava più..." La commedia scorre via gradevolissima
e senza pause, i problemi di Ninuccia,
che litiga col marito e va a sfogarsi dalla madre, estromettendo l'ignaro
padre "E vide se si pò sapè quaccosa...fra madre
e figlia è un altro linguaggio" dice scoraggiato
quando tenta di capirci qualcosa. Niculino Percuoco, marito di Ninuccia,
ha molto rispetto dei suoceri, ed è ricambiato allo stesso
modo tanto che Lucariello racconta a tutti.."A mia figlia
non ci manco nullo... l'ha mis chell'appartament, mobbili di lusso,
tappeti buttati per terra..." Ma purtroppo Ninuccia ama Vittorio
Elia, che nel frattempo si finge amico di Tommasino.
Già,
Tommasino, quasi trent'anni e lo chiamano ancora Nennillo! Protetto
dalla madre non ha voglia di fare niente, ah smesso di andare a scuola
e non vuole lavorare, in più è alquanto ladro.."L'hai
cresciuto per la galera..." ammonisce sua moglie Lucariello.
"Ti putive spusà a chisto oì, ti faceva
na statua d'oro!" Propone Lucariello a suo genero in un momento
di malinconia per la figlia, che è la luce degli occhi suoi,
ha studiato, ha letto i romanzi quindi come dice lui " è
romanziera..." "quello è un arfabetico!"
dice rivolgendosi a Tommasino. La commedia scorre così,
fra queste battute grandiose per chi è del sud e meglio comprende
i ritmi napoletani. Un altro momento epico è la lettura della
letterina di Natale di Nennillo, che scrive tutti gli anni alla madre
per Natale. In questa lettera ha parole buone per tutti... tranne
che per zio Pasqualino! ..."mietteme pur'a me int'a lista
d'a salute sinò ce ntusscamm 'o Natale......I t'appizz 'a furchetta
n'capa oì" Già, a zio Pasqualino non va giù
il fatto che suo nipote l'abbia escluso dalla lista della salute,
al che il padre propone "live a me e miett a iss.."
Ma tutto si aggiusterà. Ho saltellato qua e la per la commedia
che dura però tre atti, di cui l'ultimo è il drammatico,
ma sempre fra virgolette perchè con Eduardo non hai mai il
tempo di rilassare le mascelle... Nel terzo atto c'è la batosta
che colpisce Lucariello, il quale si trova di fronte a quello che
tutti gli avevano tenuto nascosto, il tradimento della figlia Ninuccia,
e lo scontro tra i due pretendenti: il marito e Vittorio Elia. Si
sa che i finali tristi non piacciono molto, ma naturalmente dipende
dalle opere, e poi il dramma e la risata mescolate, hanno sempre fatto
parte della cultura teatrale napoletana. Dicevo finale triste perchè,
ormai Lucariello è costretto a letto da un ictus ed è
mezzo paralizzato. Il suo unico pensiero e desiderio, è rivedere
"Niculino" e farlo riappacificare con sua
figlia. Ma qualcosa però è cambiato, lui sta molto male
ed il dottore non ha dato speranze a zio Pasqualino "fate
forza alle donne.." lui lo capisce e se ne vuole accertare
con la prova che reputa più sicura.. chiama suo figlio Tommasino
e per l'ultima volta fa la sua domanda: "Te piace 'o presepe?"
e stavolta non può che rispondere......"Si".
E'
un pezzo storico della cultura artistica napoletana ed italiana, non
può mancare in nessuna videoteca, un consiglio: Non far passare
Natale senza averla vista, ha sicuramente un atmosfera più
affascinante in quei giorni.